"Violoncelli, vibrate!": queste parole d'incitamento le pronunciava Antonio Janigro, comune maestro di Giovanni Sollima e di Mario Brunello. Proprio al compagno di studi è dedicata la ballata, in ricordo dei momenti trascorsi insieme al Mozarteum di Salisburgo. Frutto di una commistione di stili e suggestioni differenti il brano è stato definito da Angelo Foletto "Una melodia madida di mille echi magici ... un tema fantastico dalla maliosità quasi intimidatoria". Un dialogo, un abbraccio, tra i due violoncelli in cui "l'orchestra si limita a delineare uno sfondo dinanzi al quale due entità, i due solisti, si fondono l'una nell'altra" (Sollima). Eseguita in tutto il mondo da musicisti del calibro di YoYo Ma, Julius Berger, David Geringas, Mario Brunello, Enrico Dindo, I Solisti di Mosca diretti da Yuri Bashmet, la ballata è incisa da Gidon Kremer con Sol Gabetta e la Kremerata Baltica per la Nonesuch/Warner.
anno di composizione: 1993