Nandi Ostali

Nel 1984 la moglie Nandi Ostali gli successe al vertice della società, dopo averlo affiancato a partire dal 1971.

Dopo un paio di decenni di ostracismo da parte di certa musicologia e di molti dirigenti teatrali nei confronti delle opere del Verismo, Nandi Ostali negli anni ’90 fu tra i principali artefici del ritorno sulle scene internazionali dei maggiori titoli della “Giovane Scuola Italiana” e anche di opere meno conosciute, soprattutto di Umberto Giordano, come Fedora, Madame Sans-Gêne, Siberia, La cena delle beffe e Il re, ma anche Sly di Ermanno Wolf-Ferrari e La rondine di Giacomo Puccini, da molti anni assente dai cartelloni.

Fra i maggiori interpreti di quell’epoca si ricordano i direttori Gianandrea Gavazzeni, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Bruno Bartoletti, i cantanti Plácido Domingo, Mirella Freni, José Carreras, Raina Kabaivanska, Luciano Pavarotti, Renata Scotto, Piero Cappuccilli, Katia Ricciarelli, Juan Pons, i registi Franco Zeffirelli, Liliana Cavani, Beppe de Tomasi, Lamberto Puggelli, Mario Monicelli, Mauro Bolognini.

Nandi Ostali fu anche curatrice di libri sugli autori della “Giovane Scuola italiana” e mostre dedicate ai compositori della Casa, tra le quali una al Museo teatrale alla Scala di Milano e una al Teatro San Carlo di Napoli, e organizzò convegni internazionali di studi sul Verismo, di cui pubblicò i volumi degli atti.

Nandi Ostali fu inoltre per molti anni Vicepresidente con incarichi di Direzione generale del Concorso di Canto As.Li.Co., che aveva avuto il suocero fra i suoi fondatori, ed è stata membro di numerosissime giurie di concorsi di canto, del consiglio di amministrazione della Fondazione Dragoni, oltre che Presidente Onorario degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala.