Dopo la prematura scomparsa degli ultimi Sonzogno, la Casa musicale attraversò un periodo di crisi, finché l’industriale Piero Ostali Sr. (1877–1961), anche musicista e compositore, la rilevò nel 1923 e la riportò agli antichi successi, rilanciando autori ingiustamente dimenticati, come Francesco Cilea, e pubblicando nuove opere di Umberto Giordano (La cena delle beffe e Il re, entrambe dirette da Arturo Toscanini al Teatro alla Scala), Ermanno Wolf-Ferrari (Sly, protagonista Aureliano Pertile al Teatro alla Scala, La vedova scaltra, il Concerto per violino e orchestra e la Symphonia brevis), Ennio Porrino (I Shardana) e Felice Lattuada (Le preziose ridicole, rappresentate al Teatro alla Scala con Ebe Stignani e Mafalda Favero).
Grande appassionato di voci, Piero Ostali Sr. accettò l’invito dell’amico Giovanni Treccani di unirsi a lui tra i fondatori del concorso internazionale di canto dell’Associazione Lirico Concertistica Italiana (As.Li.Co.), tutt’oggi in fiorente attività. Fra i giovani talenti da lui sostenuti ad inizio carriera si ricordano i tenori Giuseppe Di Stefano e Giacinto Prandelli mentre, con Francesco Cilea, fu tra i fautori del ritorno alle scene del soprano Magda Olivero dopo dieci anni di inattività.
